Le emorroidi del Signor Donovan

Senti è inutile, il fatto è sempre il solito - dissi.
Cioè, arrivo a fine giornata che non sono mai appagato. Anche stasera è così. Ho avuto una giornata piena, e stasera ho iniziato “le città invisibili” di Calvino. Sono sincero, pensavo fosse un romanzo, invece no, sono più tipo mini descrizioni. Il resto è tutto normale: 120/80 di pressione e 58 battiti al minuto. Eppure a fine giornata non mi sento mai appagato, un’angoscia continua. 
Perché magari dovresti concentrati su meno cose che però contano di più - disse lei.
Difficile - replicai. 
Non so, mi sembra di stare fermo. Completamente fermo. 
Vabbè scusa non volevo essere pesante ora.
Senti, voglio scrivere un racconto su un tipo che ha le emorroidi, secondo te come dovrebbe essere il finale? - le chiesi.
Lascia un finale aperto - rispose.
Mi stai dicendo di lasciare quel poveretto con le emorroidi per tutta la vita? Sei crudele. 



“Allora? Come vanno queste emorroidi signor Donovan?” Oh cazzo Ciak! Pensò. Ti avevo ordinato di dire tutto tranne questo. 
Il signor Ciak Wickerman non è un irriverente o uno sfrontato, da come si potrebbe dedurre da questa sua domanda verso il signor Donovan che nemmeno conosce approfonditamente. No, Ciak Wickerman è solo uno dei tanti argonauti della vita che hanno il terrore del piatto silenzio. Costoro tutto direbbero pur di fuggire da esso. Ma di questo Ciak Wickerman non né è ancora conscio. 

Ci troviamo a San Luis, Missouri, è il luglio del 1986. Giusto una settimana prima l’Argentina di Diego Armando Maradona si laurea campione del mondo, durante il mondiale messicano, alzando al cielo la coppa del trionfo. Ma di questo evento a San Luis, Missouri, non gliene frega un cazzo a nessuno, tanto meno al signor Ciak Wickerman. Mentre in Argentina è ancora festa nazionale, e tra poco più di tre anni il muro di Berlino cadrà, aprendo le porte del libero mercato sul mondo sovietico, il signor Wickerman si trova nella sua auto, nell’affa del midwest di luglio. Fuori il termometro indica i 35 gradi. Sono da poco passate le due del pomeriggio di una cazzo di domenica di luglio. Il signor Wickerman è uscito verso le 12 per andare al bar dai “ragazzi”, insomma Bob, John, Hank, Jim. Tutti frustrati della middle-class americana che usano il giorno del signore per scappare letteralmente dalle loro case oppresse. Il programma è sempre il solito: 
Per le 12 ci si ritrova da Backfiels, la tavola calda, pub, bar, insomma chiamatelo come cazzo volete, è quel locale sulla quindicesima, sono ormai 20 anni che tutte le domeniche, il signor Wickerman e i ragazzi si ritrovano lì. Si arriva, si ordina una birra, poi si fa un altro giro, e al terzo si ordinano i panini. Grossi e grassi hamburger. La tenera carne, leggermente al sangue crea una melodia dal gusto raffinato, che mischiandosi alla sottile fetta di formaggio, si sciolgono e colano lungo la carta che li avvolge. Colano come la pittura fresca colava dalla Sistina appena affrescata dal divin maestro. Finita la dolce libidine gastro-faringeo, si ordina un altro giro di birra, e piano piano l’ebbrezza dell’alcol sale. Il programma è sempre il medesimo: si va avanti così fino alle 19 circa. Poi si deve tornare a casa, è l’ora di cena, le calde galere d’amore famigliare attende i nostri ragazzi, e l’indomani una nuova passeggiata verso i tunnel della morte ha inizio. L’unica pace di una terra di un lontano eden dimenticato della gioventù passata, sono quelle poche ore di ebbrezza alcolica mischiate alla leggera brezza di un ricordo di un tempo lontano di libertà. Quelle ore sono sacre, la sacralità in persona, cazzo! Sacre quanto il figlio del signore stesso, sacre quanto l’uomo medesimo. 

Quest’oggi da Backfiels troviamo anche il signor David Donovan. Il signor Donovan, poveretto, è un ex veterano del Vietnam. Uno di quei poveri sfigati che si sono presi una sventagliata di mitra nel culo da “Charlie”, beh... in teoria per liberare il mondo dalla minaccia sovietica, in verità è stato solo perché al vecchio zio Sam gli allettava l’idea di espandere le sue mire espansionistiche alle bianche spiagge del sud-est asiatico. Insomma, come dargli torto: voleva trasformare l’intera Indocina nel proprio resort di villeggiatura. Ormai la vecchia Europa con la sua storia, le sue isole greche, le coste italiane, spagnole e il sud del Francia, erano già roba loro. La seconda guerra mondiale fu un dannato buon affare per quegli Jankees… Comunque, quella sventagliata di palline di piombo nel culo avvenuta durante un’imboscata proprio al confine Cambogiano, appena 60 km da Saigon,  aveva fatto guadagnare al Signor Donovan un certo rispetto tra i suoi simili. La guerra era finita da più di 10 anni, ma il tempo non fa marcire il rispetto, quello è per sempre. Era così almeno che le forze armate dicevano, o qualcosa di simile, che poi diciamocelo francamente a chi importa un cazzo, tanto quello con le placche di metallo nel culo ora è il vice tenente David Donovan, mica i pezzi grossi di Washington. 
Comunque fatto sta, Bob è il primo della compagnia del signor Wickerman ad arrivare oggi al Backfiels, “oh cazzo signor Donovan, che ci fa qui oggi? non è da lei!”- esclamò con un tono alto e allegro. 
C’è da dire che il il Signor Donovan era un esemplare particolarmente unico della sua specie, e forse alla fine, detto francamente fra me e voi quella sventagliata nel culo non fu nemmeno così male alle sorti della sua vita. Ogni volta che prendeva un aereo il suo culo faceva suonare il metal-detector questo è vero, ma l’esercito ogni mese gli firmava un bel assegno di invalidità, il che non era male perché tutto sommato gli unici danni permanenti che avesse erano delle emorroidi senza fine. Non un problema così grosso se paragonato a chi aveva perso una gamba o un braccio in quelle sperdute foreste del sud. Tutti sapevano delle sue emorroidi, ma nessuno, e ripeto nessuno ne osava parlare, e guai a farlo. 
Fatto sta; “oggi c’è dannatamente caldo e qui da Backfiels fanno il miglior Margarita di tutta la città” - rispose il signor Donovan. 
"Lasci che gliene offri uno, se non fosse per quelli come lei d’altronde ora qui dovremmo usare tutti il cirillico" - disse Bob.
"No grazie giovanotto, devo andare. Anzi, qualcuno di voi sarebbe così gentile da darmi un passaggio fino alla 27th? Normalmente ci andrei a piedi, ma oggi è dannatamente troppo caldo!" - disse il signor Donovan con un tono molto autoritario e solenne.
Hank lo stronzo del gruppo che non sta mai zitto esclamò con un tono da ebete felice - "Certo, oggi è Ciak quello in macchina, Ciak lo accompagni te il signor Donovan?" 
Il signor Wickerman oggi aveva solo voglia di gustarsi il suo succulento Hamburger nel piacevole frescume da congestione dell’aria condizionata del Backfiels, aspettando che la dolce ebbrezza della birra lo accompagnasse verso lidi nostalgici ormai passati. 
Però come si può rifiutare di fare un così semplice favore a un eroe di guerra come il vice tenente Donovan?

I due uscirono dal locale e entrarono  nella Fiero dell ’80. Il signor Wickerman non era mai stato così tanto tempo da solo con il signor Donovan. Il silenzio cominciava a pesare e la radio era rotta. Svoltarono sulla main road. I secondi passavano come ore, il silenzio faceva sempre più sentire il peso del proprio rumore. Dai ciak, di qualcosa, di qualcosa - il signor Wickerman non c’è la faceva più. La sua mente stava lavorando con più velocità dei super computer presenti nella sala del controllo missione di Houston durante il primo allunaggio, ma niente, nessun misero argomento di una conversazione di circostanza veniva a galla nella sua umile mente. Pensa, pensa, pensa Ciak - diceva tra se e se il signor Wickerman.
“Allora? Come vanno queste emorroidi signor Donovan?”

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